Economia Italiana previsioni per il 2020

Economia Italiana 2020

Economia italiana: cosa ci aspetta nel 2020

Che l’economia mondiale non stia attraversando una fase semplice, non è più un mistero per nessuno. Molti Paesi si trovano a far fronte a una povertà sempre più dilagante, a un tasso di disoccupazione altissimo e a una stagnazione economica davvero preoccupante. Il caso dell’Italia, purtroppo, è significativo: secondo le stime degli esperti e le previsioni a medio e lungo termine, il Belpaese è l’ultima nazione in Europa a livello di crescita e l’economia generale è in una fase di preoccupante stallo.

Questi dati particolarmente allarmanti minacciano di ripercuotersi anche per il 2020, proprio come emerge dal bilancio d’estate stilato dalla Commissione Europea. Secondo tale rapporto, infatti, si evince come la crescita economica dell’Italia per il 2019 non vada oltre lo 0,1% mentre si attesti intorno allo 0,7% per l’anno venturo. Un timido rialzo, si potrebbe sostenere, dovuto a un piccolo miglioramento dell’economia globale e al cosiddetto “effetto calendario”, giacché il 2020 prevede due giorni lavorativi in più rispetto al 2019. 

Perché l’economia italiana non riesce a crescere?

Perché l'economia italiana non riesce a crescere?

A questa precisa domanda non si può rispondere in modo univoco. A parere degli esperti, infatti, le cause maggiori sono da ravvisarsi nella diminuzione della domanda con conseguente variazione congiunturale nulla del PIL. Tale variazione, a sua volta, deriva da un’indicativa riduzione dell’apporto fornito dai settori pesca, silvicoltura e agricoltura e da una diminuzione in campo industriale con un aumento significativo, invece, per il costo dei servizi.

Un’economia costantemente a cavallo tra stagnazione e recessione con fosche previsioni per gli anni a venire. Per l’OCSE, inoltre, l’economia italiana nel 2020 risentirà anche di tutti i rischi connessi all’incertezza politica, senza contare poi i continui ammonimenti della Commissione Europea volti ad abbassare lo spread. E ciò nonostante le manovre adottate dal Governo giallo-verde a sostegno della povertà, al reddito di cittadinanza e alla Quota 100.

Per l’OCSE, non a caso, l’aumento della spesa e la crescita pari a zero porteranno a un innalzamento del debito pubblico, stimato intorno al 135%, con un rapporto deficit-PIL che passerà dal 2,4% nel 2019 al 2,9% nel 2020. Pertanto, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico suggerisce di rafforzare il mercato del lavoro, facilitando l’inclusione di giovani e donne, riequilibrare la manovra connessa al reddito di cittadinanza, investire nel mercato interno delle materie prime e limare le frizioni con gli investitori esteri. 

Un 2020 incerto economicamente

Come abbiamo già avuto modo di accennare, la preoccupazione maggiore per l’economia italiana nel 2020 è indissolubilmente legata alla finanza pubblica. Dato confermato anche da Confindustria che, all’interno del rapporto intitolato “Dove va l’economia italiana e gli scenari geoeconomici”, delinea un quadro a tinte cupe dell’economia del Paese. All’interno del documento elaborato dal proprio centro studi, infatti, Confindustria punta il dito sull’iniziativa economica pesantemente penalizzata nel prossimo futuro, anche in virtù dell’aumento di circa 3 punti delle aliquote IVA.

L’Italia, dunque, nel 2020 si troverà a un bivio: far ricorso al rincaro dell’IVA innalzando decisamente il debito pubblico già alle stelle oppure correggere il bilancio strutturale e rinunciare all’innalzamento dell’IVA, tenuto conto che per quest’ultima manovra servirebbero 35 milioni di euro? In entrambe le opzioni, la crescita sarebbe completamente annullata, la disoccupazione avrà un tasso ancora più alto e gli investitori stranieri perderanno fiducia nei mercati italiani, considerati instabili e volubili. La soluzione, dunque, sarebbe investire sul mercato interno, promuovendo la crescita incentivando l’occupazione.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *